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VOLMISSION


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2005

25° Anniversario


Numero 12, Pagina 16


Numero 26, Pagina 14


Numero 26, Pagina 19



Numero 29, Pagina 1


Numero 29, Pagina 7


Sono tornata con una luce nuova negli occhi!

Quattro anni fa, sono ritornata da una esperienza missionaria in Africa con una luce nuova negli occhi. Quella luce era la stessa che c’era nei sorrisi e negli sguardi dei bambini dell’orfanotrofio di Perere che avevo immortalato nelle centinaia di foto.
Qui in Italia spesso capita di cadere in un mondo fatto solo di cose materiali, nello shopping, nella cura del corpo e questo spesso mi ha sempre fatto pensare che mi sarebbe piaciuto vivere un’esperienza che mi allontanasse da tutto ciò.
Un giorno dentro di me è scattata la molla che mi ha fatto prendere la decisione di partire: ardevo dal desiderio di capire come una popolazione che non aveva nulla di materiale, cibo,vestiti, divertimenti, potesse esprimere tanta felicità.
Insieme ad una mia amica sono riuscita finalmente a partire per il Benin e in 30 giorni ho cercato di avvicinarmi al “mistero” di quella felicità, una felicità che si basa su una spiritualità profonda, sull’unione tra le persone che rimangono cementate tra loro nei momenti di tristezza e di gioia, sulla spontaneità dei gesti, sulla purezza dei sorrisi, su uno stile di vita improntato all’oggi piuttosto che al domani, sulla presenza massiccia di Dio nella loro esistenza.
I colori dell’Africa, la sua terra rossa, i tramonti rosso fuoco, gli spazi infiniti, il fruscio del vento tra gli alberi, la notte stellata, l’aria incontaminata, creano una sorta di paradiso, lontano dal caos e dalla frenesia delle nostre metropoli sovraffollate e sempre in corsa. In quel silenzio ho riscoperto la voce di Dio dentro di me. Non comprendere la loro lingua è stato un ulteriore mezzo di comunione.
Non comprendevo ciò che dicevano, ma abbiamo provato a parlare attraverso i gesti, lingua universale per tutti.
Molte immagini affollano ancora oggi la mia mente ed è davvero difficile riassumere in poche parole le esperienze ed i momenti vissuti nella missione di Péréré. E’ davvero difficile tramutare in parole i momenti di preghiera, i sorrisi dei bambini, le costellazioni e l’infinito spazio della terra africana, il silenzio e la pace, il non dover aderire a degli schemi sociali ma essere liberi di interpretare se stessi, gli sguardi e i volti supplichevoli delle persone che ogni giorno, in silenziosa processione, si recavano al centro in cerca d’aiuto, il totale abbandono dei bambini tra le braccia di completi sconosciuti, in cerca di un po’ di calore.
Al mio ritorno, ho cercato di far capire a tutte le persone che conosco che la vera missione è farsi testimoni di quella realtà e portarla nel nostro mondo, la vera missione comincia al ritorno, con la volontà di condurre una vita spiritualmente più ricca e diffondere un messaggio di speranza.
Osservando la realtà africana in prima persona, si diventa testimoni e da quel momento quei volti e quegli sguardi non ci permetteranno più di dormire, perché la scintilla scatenata in noi si trasformerà in luce per tutti coloro che si troveranno sul nostro cammino occidentale. Rimane dentro me un senso d’impotenza, una sensazione di estrema piccolezza di fronte alla grandezza delle difficoltà del popolo africano.

Monica



Numero 29, Pagina 7


Numero 30, Pagina 8


Numero 30, Pagina 9


Numero 36, Pagina 1


Numero 36, Pagina 8

Don Douglas assieme a don Andrea e all'Abbè Medard in visita ad una famiglia

Don Douglas assieme a don Andrea e all'Abbè Medard in visita ad una famiglia


Numero 37, Pagina 1


Numero 37, Pagina 2


In diverse missioni per conoscere

Per come è cominciata la mia esperienza, subito giunge dal mio cuore un grande grazie per come il Signore lavora, alimentando nel cuore di tanta gente la voglia di partecipare, di informarsi, di proporre, di organizzare, e di impegnarsi…Proprio così è cominciata per me, grazie ad un volantino raccolto in chiesa, portato lì da qualcuno e riempito da ancora altre persone che si sono unite per proporre, per invitare ad un ascolto, ad un’apertura nuova, qualsiasi persona che abbia il desiderio di raccogliersi e di raccogliere piccoli tesori nuovi importanti per la propria vita quotidiana.
Ricordo ancora la gioia, la curiosità di sapere qualcosa di più, e il silenzio che ebbi in quel momento avendo tra le mani il volantino “Informarsi per agire”.
Si erano organizzati incontri in varie serate, sostenute da uomini e donne che in prima persona hanno dedicato la loro vita alla missione sul posto, e sia da persone che partecipano alla vita missionaria restando attivi in Italia. Incontri molto belli, pieni di valore, di vita, di crescita, fatta della loro esperienza verso il prossimo durante l’ arco dei loro anni.
Molto interessanti sono stati anche gli incontri tenuti con i missionari che tornano per un piccolo periodo nel loro paese di origine, e portano testimonianza passando per qualche parrocchia della zona.
Così, piano piano mi ero informata, preparata un po’, ed inserita in questa associazione missionaria.
Nell’estate di quell’anno (agosto-settembre 2005), insieme con un gruppo straordinario, sono partita per il Benin, per il breve periodo di un mese. Il gruppo era composto da Daniela, Franco, Enzo; là ci attendevano Luca e Giuseppe. Siamo stati accolti con calore da Mons. Victor e dalla nostra missionaria Carla Baraldi.
Franco ed Enzo erano impegnati nei lavori di pittura e manutenzione, in vista dell’inaugurazione della Cattedrale a Lokossa, oltre che condividere il tempo e il lavoro con giovani e adulti per fare amicizia e trasmettere nozioni su qualche tecnica di pittura. Per Daniela e per me è stato in modo particolare un’esperienza di conoscenza del paese e delle missioni in cui siamo state ospitate, oltre che di piccoli aiuti in cui potevamo offrire la nostra disponibilità.
Qui a Lokossa, vi è un centro di riabilitazione per bambini disabili, dove opera anche la nostra missionaria Carla Baraldi. E’ un centro portato avanti anche da mamme che si prestano a dare disponibilità e servizio, oltre al personale tecnico.
Dopo qualche giorno è venuto a trovarci Don Germain; ci ha portato a far conoscere la sua parrocchia, qui abbiamo partecipato alla S. Messa accompagnata da canti tipici della zona, una messa il cui ricordo permane.
Dopo una settimana Daniela ed io siamo state ospitate nella missione dalle suore di Azové, che accolgono e preparano ragazze alla vita religiosa, e seguono un dispensario medico; lì abbiamo conosciuto una giovane infermiera francese che era in missione da loro.
Durante il giorno, con le ragazze abbiamo preparato la conserva tra alcune pause fatte di balli e canti... sono stati momenti belli e simpatici. Di tanto in tanto alla sera, ci si ritrovava per stare in compagnia, e c’era chi ricamava, chi leggeva e chi studiava.
Qui, abbiamo avuto l’opportunità di visitare “il cuore” di un piccolo villaggio a qualche Km, dove prima abitava una ragazza che si stava preparando alla vita religiosa. Un villaggio accogliente, unito, tanti bambini vivaci e affettuosi, vi era anche una piccola chiesetta.
Era come la maggior parte dei villaggi, in cui vivono in capanne fatte di materiale organico, senza luce, senza acqua corrente, fuoco per cucinare acceso con la legna. Ricordo l’immagine di un bambino su una bicicletta, contornato da altri bambini a fargli festa e desiderosi di usarla anche loro.
Dopo una settimana abbiamo raggiunto Giuseppe e Luca nella missione a Cotonou, dove portavano avanti lavori di manutenzione per la casa adibita ad accogliere e preparare ragazze alla vita religiosa, e a prestare assistenza al villaggio. Anche qui siamo state accolte con calore dalle suore e dalle ragazze che vi abitano e studiano. Qui abbiamo visitato un villaggio dove vivono sulle palafitte (Ganvié): tanta povertà, scarse condizioni igieniche, elevato pericolo a causa delle punture di insetti, ma anche tanto coraggio e forza di animo.
Don Germaine, ci ha portato a visitare insieme a Giuseppe, Daniela e Suor Carmen il paese di Ouidah, un luogo dedicato al ricordo sulla tratta degli schiavi; in memoria vi è un arco situato di fronte all’Oceano “Porta del non ritorno”, così chiamato perché era molto difficile che le persone rapite per essere fatti schiavi in un altro continente, potessero un giorno tornare nella loro casa dalle loro famiglie. E’ stato molto toccante.
L’ultima settimana siamo tornate a Lokossa, per partecipare alla inaugurazione della cattedrale, dove ci hanno raggiunto anche Don Andrea Zuarri e Don Douglas Regattieri, una piacevole compagnia; in occasione di questa celebrazione abbiamo partecipato ad una S. Messa piena di allegria, dove tanto impegno è stato messo dai parrocchiani della zona per renderla speciale, con animazioni tipici del posto, animazioni che rappresentavano tanta allegria e gratitudine.
Tutti insieme siamo andati al villaggio di Klouèkanmè, dove abbiamo partecipato alla S. Messa con anche la partecipazione dei nostri parroci; quella giornata piovve molto forte, la piccola chiesa era piena,e come sempre fu tanto animata da canti e gesti di gioia e ringraziamento.
Questo è un piccolo racconto di come si è svolta la mia esperienza, data dall’ ospitalità generosa che ho trovato.
Questa esperienza e questo paese mi hanno donato tanto, questi bambini e queste persone adulte con il loro esempio quotidiano, mi hanno innestato nel cuore importanti insegnamenti, importanti riflessioni di cui faccio e farò tesoro.
Spero che grazie a loro, io abbia già potuto un po’ apprendere e mettere in pratica quello che mi hanno trasmesso, per riporlo nel mio quotidiano in famiglia, nelle amicizie e nel lavoro, e spero vivamente di poter trarre ancora da questa sorgente di vero insegnamento ed esempio che vive nel mio cuore, consigli che mi accompagnino per guidarmi e suggerirmi per il mio cammino futuro.

Laura G.


Una bella occasione in buona compagnia
CONSACRACAZIONE DELLA CATTEDRALE DI LOKOSSÀ

Per conoscere da Mirandola a Lokossà. Ormai ci siamo ultimi preparativi e sono pronta a partire! Ebbene sì il 27 agosto vado in Africa, un mese in Benin e sono agitatissima e tanto tanto contenta. È da anni che desideravo poter fare questa esperienza.
L’Africa l’ho conosciuta un po’ solo come turista ma ammetto che mi ha preso il cuore, con le sue distese, i suoi tramonti i suoi colori e con i suoi splendidi animali, grandi protagonisti di questo vasto Continente Nero. Ora, invece, ho l’occasione di poter entrare a contatto con la popolazione, relazionarmi con loro, conoscere luoghi, usanze e tradizioni, vedere come vivono, scoprire finalmente quella realtà così diversa dalla nostra, così lontana e potermi in un qualche modo rendere utile concretamente in qualcosa di buono per loro. In questa nuova avventura non partirò da sola. Insieme a me ci sarà Laura Gasperi, una ragazzina di 18 anni con un sorriso allegro e contagioso e con tanta voglia di conoscere ed imparare: inoltre saranno presenti anche Enzo Galavotti e Giuseppe Mazzoli, “colonne portanti” della nostra associazione, i Volontari per le Missioni, che da anni collaborano con diversi missionari alla realizzazione di opere e progetti in paesi in via di sviluppo. Infine, sarà presente anche Franco Manzoli di Revere, restauratore di professione, che ha il compito molto importante di portare a termine i lavori all’interno della Cattedrale di Lokossà con l’aiuto di operai del posto entro il 25 Settembre, giorno della consacrazione. In quella data sarà presente anche il Vicario Generale, Monsignor Douglas, in rappresentanza del Vescovo e della Diocesi di Carpi; a noi, invece, spetterà il compito di rappresentare la Comunità di Mirandola, che, grazie al suo impegno e alla generosità dei fedeli, ha contribuito alla realizzazione di questa opera. Io e Laura non abbiamo un compito preciso se non quello di imparare a fare ciò che la missione ci richiederà.
La prima e la quarta settimana staremo con gli altri a Lokossà, mentre la seconda e la terza settimana saremo ospitate in due comunità di suore italiane, ad Azovè e a Cotonou, e lì seguiremo le attività quotidiane delle religiose, dando la nostra massima disponibilità. Ho grande entusiasmo e voglia di conoscere e sono certa che sarà una esperienza forte ed emozionante, basata soprattutto su un valore, che oggi, nella nostra società, viene un po’ troppo trascurato … il contatto umano.

Daniela A.


In quel momento anche Dio faceva la sua parte!
Incontro con i Celestini

Siamo a fine Agosto del 2005, assieme ad altri 3 amici dell’associazione Franco, Daniela e Laura andiamo a Lokòssà in Benin per la consacrazione della Cattedrale di cui avevamo fornito la ceramica per la pavimentazione.
Era una bella occasione per vedere finalmente terminata questa grande chiesa di cui avevamo visto le fondamenta già 18 anni prima e che poi si erano coperte di muschio perché i lavori rimasero fermi per anni per mancanza di fondi. L’attuale vescovo Mons. Victor Agbanou, nominato il 4 Novembre 2000 succede a Mons. Robert Sastre deceduto alcuni mesi prima,
prende il solenne impegno di completare la Cattedrale.
Mons Victor tiene fede alla promessa e noi Volontari (o meglio Franco Manzoli) abbiamo avuto l’onore di fare gli ultimi ritocchi a questa grande chiesa a forma di stella.
Il mio contributo di volontario fu molto limitato in conseguenza di un incidente avuto due mesi prima, ma il biglietto aereo era gia fatto da tempo e le condizioni non suggerivano certo un viaggio del genere. Franco sapendo quanto ci tenessi a questo progetto s’inventò la scusa che, se io non andavo, non partiva neanche lui!
Andò bene per entrambi, lui aveva raggiunto il suo scopo ed io con un buon busto metallico, uno speciale cuscino e tante raccomandazioni partimmo per il Benin e assistemmo ad una cerimonia molto bella.
Durante i giorni in cui assistevo al lavoro di Franco mi tornava spesso alla mente il progetto realizzato 18 anni prima quando costruimmo la nostra chiesetta di Tchippè nella parrocchia di Klouèkanmè. In quella zona c’erano molte sette religiose, anche cristiane. Le suore non avevano certo stima di queste persone chiamate Celestini, vestite sempre di una tunica bianca ed un berretto pure bianco, di conseguenza raccomandavano attenzione.
Il quella occasione facevo il muratore e stavamo iniziando a montare i primi blocchi sul cordolo di cemento quando alzando gli occhi mi trovo davanti uno di questi celestini che mi guarda con una certa curiosità, poi mi saluta e mi chiede cosa facciamo. Con una certa apprensione gli dissi che stavamo costruendo una chiesa. Lui sorrise e commentò in francese: "E’ bello che la luce di Dio Illumini tutto il suo popolo!" Poi se ne andò.
Passarono di colpo i miei timori ed ebbi chiara la sensazione che in quel momento anche DIO faceva la sua parte.

Enzo e Franco



Nona esperienza, spero che non sia l’ultima!
Nona esperienza in missione a Cotonou – Benin
Esperienza dal 02-09-2005 al 30-09-2005.

Ho fatto il rivestimento della scala con ceramica.
La casa era già abitata.

Giuseppe M.


Numero 38, Pagina 10


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