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VOLMISSION


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1996

25° Anniversario


Numero 1, Pagina 5


Numero 1, Pagina 5


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Numero 19, Pagina 4


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Numero 31, Pagina 4


Giuliano: Carrozziere, meccanico e elettricista



Numero 37, Pagina 4


Numero 38, Pagina 7


Ho trovato persone sempre pronte a sorridere e a condividere

Mi chiamo Patrizia, ho 35 anni, sono sposata con Luca e abbiamo un bambino di 5 anni Francesco, lavoro come infermiera all’Ospedale di Mirandola da 15 anni.
Ho fatto 2 esperienze abbastanza brevi di volontariato a Klouèkanmè in Benin nel periodo di vacanza estivo.
La prima nel 1996 di 10 giorni assieme ad Oletta Turci e suo marito Giuliano, la seconda nel 1998 di 12 giorni con mio marito Luca.
Mi sono sentita ben accolta e mi sono trovata subito a mio agio nella casa del volontario, a Klouèkanmè, sono rimasta colpita dall’ospitalità delle persone africane, in particolar modo dalle suore africane, molto gentili, attente e premurose nei confronti dei volontari.
Ho trovato nelle persone che ho conosciuto, povere, sofferenti e bisognose con una grande fede e una grande dignità, sempre pronte a sorridere e ad offrire e condividere quel poco che hanno con chi gli sta vicino.
Ho avuto la possibilità di visitare un lebbrosario, il centro Siloè dove crescono e studiano ragazzi non vedenti, l’Ospedale di Dogbò e ho conosciuto la dura realtà dei dispensari sperduti nelle campagne intorno ai villaggi, dove le suore offrono la loro assistenza con i pochi mezzi che hanno a loro disposizione.
Ho vissuto anche momenti di allegria e gioco assieme ai tanti bambini che le suore accolgono quando i genitori sono in difficoltà o gravemente ammalati e non riescono ad accudire i propri figli.
E’ nata una bellissima amicizia con Suor Nadine, con la quale ci sentiamo tuttora.
Questi due viaggi sono stati per me e per mio marito esperienze uniche ed arricchenti che portiamo sempre nel cuore, e chissà se un giorno, quando nostro figlio sarà più grande, non si potrà ripetere…

PATRIZIA C.


Numero 46, Pagina 8

La delegazine del VOM  incontra MGR SASTRE a Ostiglia


È difficile esternare ciò che si prova dentro

Il primo viaggio importante della mia vita, è stata la partenza per il Madagascar: questo avvenne la fine di agosto del 1996 indimenticabile; anche perchè è stato il mio primo volo, 11 ore di viaggio, ed è stata anche la prima volta che lasciavo mio marito con i figli per un mese da soli.
È difficile esternare ciò che si prova dentro, ed è per questo che appena arrivata in Madagascar la cosa che continuamente mi ripetevo, vedendo tanta miseria quando visitavo i villaggi trovandomi tra tanta gente povera e bisognosa di tutto, mi dicevo: quando tornerò a casa per tanto che racconterò e spiegherò tutto ciò che vedo e che provo, non sarà mai come viverlo direttamente.
Ma la cosa che mi ha colpito più di tutto, poiché ero sempre a contatto con i bambini, dato che aiutavo le suore nel consultorio e nel dispensario, era vederli sempre sorridenti, erano scalzi vestiti di stracci, ma il sorriso non mancava mai, bastava una caramella che loro chiamano (bon bon) per renderli felici.
Ritornando a casa, con il mio entusiasmo per l’esperienza straordinaria che avevo vissuto, ha fatto sì che ho coinvolto anche mio marito. Dopo 3 anni siamo partiti insieme e di seguito Alfredo vi racconta più o meno le cose che normalmente si fanno quando si arriva nelle missioni.

Anna

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