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VOLMISSION


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1995

25° Anniversario


Numero 3, Pagina 4


Numero 3, Pagina 4


Numero 5, Pagina 1


Numero 5, Pagina 1


Numero 7, Pagina 8


Numero 14, Pagina 8


Inizia un rapporto diretto con Mons. Sastre
Benin – Febbraio 1995

Assieme a Mirca e Alfonsina si torna a Klouèkanmè presso la missione condotta dalle suore della “Sacca” di Modena, e presso la quale da 10 anni si sono alternati i nostri volontari nella realizzazione di diversi progetti di utilità sociale. Le suore italiane non ci sono più, sono tornate in Italia e la missione è condotta dalla suore del vescovo di Lokossà Mons. Sastre.
Anche per noi volontari è un momento importante di verifica della collaborazione tra le diocesi di Carpi e quella di Lokossà in quanto il rapporto con Mons. Sastre ora diventa diretto e noi volontari dobbiamo assumerci in prima persona anche tutti quei rapporti organizzativi che prima erano svolti dalle suore di Modena. Al nostro arrivo alla missione troviamo ad accoglierci suor Nadine, la nuova responsabile della missione. Mons. Sastre ha pensato di mettere lei in questa missione in quanto suor Nadine parla bene italiano avendo studiato a Roma per alcuni anni e questo facilita il nostro lavoro.
Il progetto che dovevamo realizzare erano 2 sale per le attività della parrocchia di Hlassamè, un villaggio a circa 15 Km da Klouèkanmè di cui 5 di pista molto disastrata e con enormi buche.
Il parroco, l’Abbè Bartalomy, sempre con la veste nera (normalmente gli altri sacerdoti la portavano bianca o color panna), aveva fama di guaritore, era pieno di iniziative; piccoli allevamenti di granchi e di maialini e anche una piccola farmacia per la sua comunità. Il suo mezzo di trasporto era una vecchia Vespa italiana. Ci invitò subito la prima domenica del nostro soggiorno alla messa nella sua parrocchia che celebrò all’aperto sotto una leggera tettoia fatta con dei rami di palme perché tante erano le persone intervenute. Al termine ci ha presentato ai fedeli e invitato al pranzo organizzato dai suoi giovani. Non realizzammo quella struttura perché la persona che aveva donato il terreno per la costruzione ebbe delle contestazioni dai suoi eredi che di fatto gli impedirono di iniziare la costruzione.
Mentre Mirca e Alfonsina aiutavano le suore nei dispensari io prelevai dalla missione due pannelli fotovoltaici per il momento inutilizzati e li montai sul tetto della casa del parroco mettendo una lampadina nel suo studio e un’altra in chiesa. Questo lo rese felice ed avemmo la gratitudine dei parrocchiani.
Non sappiamo come finì quella storia perché al nostro ritorno la vertenza non era ancora stata risolta. Nei giorni liberi da questo impegno sospeso facemmo tutta una serie di manutenzioni alla falegnameria e alla casa volontari. In conclusione il nostro fu comunque un mese operoso e ci lasciò la convinzione che la collaborazione poteva tranquillamente continuare. Questo riferimmo al vescovo Bassano Staffieri al nostro ritorno.
Oggi l’abbè Bartolomy vive ancora ma è paralizzato alle gambe.

Enzo, Mirca e Alfonsina


Numero 35, Pagina 1


Numero 35, Pagina 8


Numero 43, Pagina 4


Numero 43, Pagina 5

Oletta nell'incontro con Mons. Sastre

L'incontro con Monsignor Sastre

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